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Il contratto urbanistico

Ultimo aggiornamento 19 Agosto 2019

Il Contratto Urbanistico
IL CONTRATTO URBANISTICO
 
A cura del Comitato Scientifico presieduto dall’Avv. Luigi Sirtori.
Hanno collaborato: Per la parte prima: Avv. Margherita Lupetina – Dott.ssa Maddalena Bacchini – Dott.ssa Michela Luraghi Dott.ssa Manuela Burgio.
Per la parte seconda: Avv. Marco Tocci.

 

PREFAZIONE  

Lo studio delle tematiche inerenti l’ urbanistica "consensuale" è da tempo assistito da un perdurante e notevole interesse alla luce delle continue elaborazioni normative, soprattutto regionali, nell’ ambito delle quali l’ applicazione delle pratiche negoziali, in quanto opportune e necessarie all’ effettivo raggiungimento del pubblico interesse nel "Governo del Territorio", viene ad essere una condicio sine qua non di una prassi ed operatività amministrativa improntata alla riqualificazione urbana.

Nel rispetto, dunque, della legislazione e pianificazione sovraordinata, il nuovo sistema pianificatorio postula la possibilità per gli Enti Locali di concludere accordi con il privato al fine di assumere proposte di progetti ed iniziative di rilevante interesse pubblico nell’ elaborazione delle scelte strutturali e strategiche previste dalle nuove strumentazioni urbanistiche.

Con tale previsione, invero, deve ormai ritenersi integralmente recepita la disciplina relativa alla partecipazione al procedimento amministrativo di cui al capo terzo della legge 241/1990 così come modificata dalla legge 15/2005, attraverso il superamento dal punto di vista normativo della strettoia dell’ art. 13 a causa del quale, escludendo quest’ ultimo l’ applicabilità agli atti di pianificazione e programmazione degli accordi ex art.11, si è a lungo dubitato sull’ ammissibilità di un’ urbanistica contrattata.

In ragione di una più armoniosa ed efficace ponderazione dei diversi interessi pubblici e privati coinvolti, la partecipazione e la concertazione assurgono, oggi, a criteri fondamentali cui ispirare l’ attività pianificatoria non solo in riferimento al convenzionamento attuativo di scelte già predeterminate nella pianificazione, ma soprattutto alla definizione delle classificazioni territoriali preventivamente alla loro traduzione negli strumenti urbanistici.

Sotto quest’ ultimo aspetto l’ apertura alla progettualità dei privati trova la sua necessaria premessa nella condivisione di tutte le informazioni riguardanti il territorio cosicchè il momento partecipativo va a caratterizzare il processo di pianificazione sin dalle sue battute iniziali ossia nella fase di predisposizione di un "quadro conoscitivo preliminare" atto a definire, alla luce delle peculiari caratteristiche della specifica realtà territoriale in esso delineate, le scelte e i contenuti dello strumento di pianificazione.

In tale contesto l’ attivazione dei "Tavoli Dottrinali" rappresenta il passaggio fondamentale, attraverso la condivisione di obiettivi e strategie, per far convergere i diversi interessi specifici e raccogliere le istanze di tutti i soggetti - cittadini singoli o associati, professionisti, imprenditori e società di trasformazione - che siano promotori di proposte integrative dei contenuti della pianificazione nonchè, per definire, in ragione di quest’ ultime, gli impegni che ciascuna parte andrà ad assumersi circa la successiva fase di contrattazione con la Pubblica Amministrazione relativa ai tempi e modalità di esecuzione degli interventi.

In quest’ ottica il Centro Studi " de Iure Publico" ha ritenuto di realizzare un’ opera dottrinale che, in riferimento al contesto culturale e di innovazione normativa formatosi negli anni in materia urbanistica, delinei le caratteristiche, anche attraverso un’ opportuna analisi della disciplina civilistica allo stesso applicabile, del c.d. "contratto urbanistico".

Dott.ssa Alessandra Locci

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