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News Lombardia

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Ultimo aggiornamento 06 Dicembre 2019

 

Regolamento edilizio unico - D.g.r. 24 ottobre 2018 - n. XI/695

Sul Burl del 31 ottobre 2018 è stata pubblicata.la Delibera di Giunta regionale n. 695: Recepimento dell'intesa tra il governo, le regioni e le autonomie locali, concernente l'adozione del regolamento edilizio-tipo di cui all'articolo 4, comma 1 sexies, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380

Testo integrale



NOVITA' -
SEMINTERRATI - PROROGA AL 31 OTTOBRE 2017
L'art. 12 della Legge Regionale 10 agosto 2017 n. 22 (Assestamento al bilancio 2017/2019 - I provvedimento di variazione con modifiche di leggi regionali) ha apportato modifiche agli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge regionale 13 marzo 2017, n. 7 (Recupero dei vani e dei seminterrati esistenti).
In particolare:
a) al comma 4 dell’articolo 1 è aggiunto il seguente periodo:“Qualora i locali presentino altezze interne irregolari, si considera l’altezza media, calcolata dividendo il volume della parte di vano seminterrato la cui altezza superi metri 1,50 per la superficie relativa.”;
b) al comma 4 dell’articolo 2 è aggiunto il seguente periodo: “Per gli interventi di recupero fino a 100 mq. di superficie lorda, anche nei casi di cambio di destinazione d’uso, sono esclusi il reperimento di aree per servizi e attrezzature pubblici e di interesse pubblico o generale e la monetizzazione.”;
c) il comma 3 dell’articolo 3è sostituito dal seguente:
“3. Qualora il recupero dei locali seminterrati comporti la creazione di autonome unità ad uso abitativo, i comuni trasmettono alle Agenzie di tutela della salute (ATS) territorialmente competenti copia della segnalazione certificata presentata ai sensi dell’articolo 24 del d.p.r. 380/2001, che deve essere corredata da attestazione sul rispetto dei limiti di esposizione al gas radon stabiliti dal regolamento edilizio comunale o, in difetto, dalle linee guida di cui al decreto del direttore generale sanità della Giunta regionale di Regione Lombardia 21 dicembre 2011, n. 12678 (Linee guida per la prevenzione delle esposizioni al gas radon in ambienti indoor) e successive eventuali modifiche e integrazioni.”;
d) dopo il comma 3 dell’articolo 3 sono aggiunti i seguenti:
“3 bis. Le pareti interrate dovranno essere protette mediante intercapedini aerate o con altre soluzioni tecniche della stessa efficacia.
3 ter. Dovrà essere garantita la presenza di idoneo vespaio aerato su tutta la superficie dei locali o altra soluzione tecnica della stessa efficacia.
3 quater. Per il recupero ad uso abitativo inteso come estensione di un’unità residenziale esistente e solo per locali accessori o di servizio è sempre ammesso il ricorso ad aeroilluminazione totalmente artificiale purché la parte recuperata non superi il 50 per cento della superficie utile complessiva dell’unità.
3 quinquies. Per il recupero ad uso abitativo inteso come creazione di unità autonome, il raggiungimento degli indici di aeroilluminazione con impianti tecnologici non potrà superare il 50 per cento rispetto a quanto previsto dai regolamenti locali.
3 sexies. Per il recupero ad uso abitativo, per il calcolo dei rapporti aeroilluminanti la distanza tra le luci del locale e il fabbricato prospiciente dovrà essere di almeno metri 2,5.”;
e) al comma 1 dell'articolo 4 sono apportate le seguenti modifiche:
1) le parole “Entro il termine perentorio di centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge” sono sostituite dalle seguenti: “Entro il 31 ottobre 2017”;
2) le parole “e comunque non oltre il termine di centoventi giorni dall'entrata in vigore della legge” sono sostituite dalle seguenti:“entro il 31 ottobre 2017”.

 

 

Informativa Circolare regionale 20 luglio 2017 - n. 10

Modulistica edilizia unificata e profili applicativi della disciplina edilizia

Sul BURL del 24 luglio 2017 è stata pubblicata la Circolare regionale 20 luglio 2017 n. 10 “Modulistica edilizia unificata e profili applicativi della disciplina edilizia”, con la quale Regione Lombardia intende adempiere all’adeguamento regionale invocato dall’art. 6, comma 2, del D. Lgs. 25 novembre 2016, n. 222 (il cosiddetto decreto SCIA-2): “Le regioni e gli enti locali si adeguano alle disposizioni del presente decreto entro il 30 giugno 2017”.

Si rileva innanzitutto che Regione Lombardia ha optato per un generale richiamo al “principio di cedevolezza”, lasciando allo Stato – in forza di una giurisprudenza costituzionale consolidata – la definizione delle diverse categorie di interventi edilizi. Conseguentemente, le rinnovate definizioni nazionali di cui all’art. 3 del DPR 380/2001 (modificato da ultimo dall’art. 65 bis del DL 50/2017, convertito con la legge 21 giugno 2017 n. 96) sono da considerarsi vigenti a pieno titolo anche in Lombardia, essendo in sostanza superata (laddove discordante) la disciplina regionale dettata all’art. 27 della LR 12/2005.

Dunque, Regione Lombardia osserva che, ad oggi, ai fini della realizzazione degli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia, le fattispecie possibili sono le seguenti:
-          attività edilizia libera senza titolo abilitativo e CIL (interventi di cui all’art. 6, comma 1, del DPR 380/2001);
-          Comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA);
-          Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA);
-          Permesso di costruire (obbligatorio nei casi di cui all’art. 10, comma 1, del DPR 380/2001, nonché in quelli espressamente previsti dalla LR 12/2005);
-          permesso di costruire convenzionato (ai sensi dell’articolo 28-bis del DPR 380/2001);
-          SCIA alternativa al permesso di costruire (nei soli casi di cui all’articolo 23, comma 01, del DPR 380/2001).

Regione Lombardia è dunque chiara nell’affermare che nel territorio regionale la DIA alternativa al permesso di costruire (disciplinata agli articoli 41, comma 1, e 42 della LR 12/2005) non è più attivabile.

Inoltre, la comunicazione di eseguita attività di cui al comma 2 dello stesso art. 41 LR 12/2005 è da intendersi sostituita con la fattispecie di SCIA contemplata all’art. 22, comma 2, del DPR 380/2001 (come modificato dal d.lgs. n. 222/2016).

Perde di significato anche quanto affermato all’art. 52, comma 1, della LR 12/2005 in merito ai mutamenti di destinazione d’uso, dal momento che ai sensi dell’art. 3, comma 1, del DPR 380/2001, la modifica della destinazione d’uso rileva ai fini della qualificazione dell’intervento edilizio.

Non trova invece applicazione l’art. 23-ter del DPR 380/2001 (Mutamento d'uso urbanisticamente rilevante), essendo vigente in Lombardia l’art. 51 della LR 12/2005.

Infine, relativamente alla disciplina dettata in materia di sottotetti, il regime giuridico applicabile andrà individuato di volta in volta sulla base degli elementi progettuali:
-          Qualora si configuri la ristrutturazione leggera, si ricorrerà alla SCIA o al permesso di costruire (art. 22, comma 7);
-          In caso di ristrutturazione pesante, si parlerà di permesso di costruire o di SCIA ad esso alternativa.

Ai fini del conseguimento dell’agibilità, il silenzio-assenso (di cui all’art. 63, comma 4, e all’art. 64, comma 10, LR 12/2005) non risulta più applicabile.

 

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